Notata solo di sfuggita, a un certo punto, in uno di questi giorni, ho voluto fermarmi e fare due passi su di essa. È la pista ciclabile di San Salvo, fruibile, come quella di Vasto, anche come pista da passeggio. Unicamente, da turista molto affezionato da tanti anni a Vasto, non posso fare a meno di notare lo stato di abbandono in cui nella cittadina istoniense versano tante cose: aiuole, siepi, talora asfalto sulle strade, segnaletica, marciapiedi e in primis per me che amo passeggiare sulla pista ciclabile, usata appunto anche a Vasto, sia dai vastesi che dai turisti, pure come pista da passeggio. La pista ciclabile di San Salvo dal canto suo è risultata ai miei occhi talmente ordinata, geometrica, funzionale e pulita che a tratti ho avuto la sensazione di essere in Svizzera, Austria, Svezia o nel Massachusetts. È munita persino di panchine, fontane e attrezzi ginnici. L' unica miglioria che mi suggerisce qualcuno che casualmente incontro, a cui chiedo informazioni, è di fare magari intorno agli attrezzi ginnici una pensilina chiusa o semichiusa, per riparare il più possibile gli attrezzi stessi e chi li usa durante il periodo invernale, o durante le intemperie. A parte questa piccola nota, pista bellissima e promossa a pieni voti. Un vero invito a camminare, andare in bici o soffermarsi alle varie stazioni da ginnastica. Quella di Vasto, città a me cara, abbandonata a se stessa, con amarezza non la fotografo, poiché mi piange il cuore a vederla ridotta com' è, sperando che chi di dovere s' illumini e la renda parimenti bella, poiché Vasto, perla dell' Adriatico, bisogna che torni ad esser tale anche nei fatti, nei servizi e nell'efficienza, sia per gli autoctoni, ma anche per i turisti, forse la principale fonte di ricchezza della ridente cittadina abruzzese. Si vive di passato e Vasto ha un innegabile passato glorioso tuttavia guardando con occhio vivo e lungimirante anche al futuro. Auguro dunque con tutto il cuore a Vasto di migliorare, a partire forse proprio dalla pista ciclabile.
Luigi De Socio




