Un servizio che parte in ritardo, solo nella giornata del 5 ottobre, e che è accompagnato da un aumento del buono mensa per molte famiglie dei bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e della primaria di Vasto.
La situazione, che avevamo già denunciato nel consiglio comunale di fine luglio durante la discussione di una delibera di ratifica, si concretizza - con la riapertura delle scuole - come amara sorpresa per i bambini e per le famiglie, sorpresa confermata nella delibera di giunta 312 dello scorso 30 settembre.
Il Comune di Vasto ha infatti scelto (senza chiedere il parere del Consiglio Comunale) di dare in concessione il servizio mensa scolastico, realizzando un risparmio per le casse comunali di 250.000 euro, che verranno recuperati dalle tasche della cittadinanza, imponendo maggiori tariffe a carico delle famiglie.
Il buono pasto (ricordiamolo, obbligatorio) verrà elevato per alcune fasce di reddito con un aumento giornaliero e mensile del 30% a carico delle famiglie. Per tutti gli altri, salvo gli esenti, rimodulazioni che sanno di presa in giro. Gli aumenti supereranno, per alcune fasce di reddito, i 40 euro mensili e i 400 euro annuali.
Nonostante i nostri tentativi di far fare un passo indietro all’amministrazione comunale, poco o nulla è stato fatto per evitare questi disservizi e questi maxi-aumenti. Il Comune con la concessione risparmia, il cittadino paga, il servizio parte in ritardo e con molte incognite.
Ciò che maggiormente ci fa riflettere è che tutto avviene alle spalle del Consiglio Comunale, l’organo deputato a stabilire la forma di gestione dei servizi a domanda individuale, come è appunto la mensa scolastica.
Una scelta incomprensibile, fatta alle spalle dei cittadini e della Assise Civica dal Sindaco Menna e dal sempre meno credibile assessore Cianci, colei che ha già privatizzato l’asilo Stella Maris di Vasto Marina, portando le rette di iscrizione oltre i 500 euro mensili per bambino.
Su questo provvedimento, come su altri aumenti di questa amministrazione sprecona e incapace, si deve pronunciare il consiglio comunale. È solo il consiglio comunale che deve discutere del modello di gestione, della concessione e delle esenzioni. Poi, e solo dopo di allora, si potrà procedere a qualsiasi aumento ingiustificato delle tariffe mensa.
I consiglieri di Fratelli d’Italia, Vincenzo Suriani, Francesco Prospero e Guido Giangiacomo




