Di Ninni
3000 firme certificate per salvare la scogliera di Vasto
Scogliera
I promotori: “La città ha scelto, ora l’Amministrazione ne prenda atto”
24/08/26

Per il Comitato per la Tutela del Territorio e le associazioni promotrici la volontà dei cittadini è chiara: no alle nuove concessioni tra il Monumento alla Bagnante e la Grotta del Saraceno. L’interesse della comunità deve prevalere su quello di pochi!
È stato raggiunto un nuovo, straordinario traguardo nella mobilitazione per la tutela della scogliera di Vasto: sono 3.000 le firme certificate raccolte attraverso la petizione “Salviamo la scogliera di Vasto dalle concessioni ai privati”, promossa dal Comitato per la Tutela del Territorio insieme alle associazioni che hanno sostenuto e condiviso questa battaglia.
Un risultato che va ben oltre le aspettative iniziali e che rappresenta, soprattutto, un’espressione inequivocabile della volontà di una parte ampia e trasversale della comunità vastese.
Tremila cittadini hanno scelto di mettere la propria firma per chiedere che il tratto di costa compreso tra il Monumento alla Bagnante e la Grotta del Saraceno rimanga libero, naturale e pienamente fruibile da tutti e che vengano eliminate dal Piano Demaniale le previsioni delle nuove concessioni turistico-ricreative.
Di fronte a questo risultato, il Comitato per la Tutela del Territorio e le associazioni promotrici ritengono che l’Amministrazione comunale debba finalmente prendere atto di una realtà che non può essere ignorata.
L’Amministrazione comunale deve farsene una ragione: i cittadini si sono espressi.
E lo hanno fatto non attraverso un semplice sondaggio, ma mettendoci la faccia, il nome e una firma certificata.
Non si tratta più, dunque, di una posizione sostenuta da singole associazioni o da un gruppo ristretto di cittadini. 3.000 firme rappresentano un messaggio politico e civico di straordinaria rilevanza, che merita ascolto e rispetto da parte delle istituzioni.
La richiesta è precisa: modificare la parte del Piano Demaniale Comunale che prevede nuove concessioni nel tratto di costa a nord del Monumento alla Bagnante, corrispondente alle concessioni individuate con i numeri dal 26 al 37, eliminando tali previsioni dal Piano.
Una richiesta che, peraltro, trova oggi un importante punto di convergenza anche all’interno dello stesso percorso istituzionale del Comune.
Il Tavolo per l’Ambiente, nella seduta dell’8 giugno scorso, ha infatti approvato una proposta di deliberazione con la quale si chiede alla Giunta e al Consiglio Comunale di modificare il Piano Demaniale, eliminando le nuove concessioni turistico-ricreative previste in quel tratto di costa e destinando l’area alla conservazione delle sue caratteristiche naturali e paesaggistiche, alla piena fruizione pubblica e libera e, eventualmente, alle sole attività strettamente connesse alla piccola pesca tradizionale.
La proposta chiede inoltre di escludere nuove edificazioni, strutture per la balneazione, installazioni commerciali, piattaforme, chioschi e sistemi di ombreggio organizzato.
Da una parte, dunque, ci sono 3.000 cittadini che chiedono di salvaguardare la scogliera. Dall’altra, c’è una proposta già approvata dal Tavolo per l’Ambiente che va nella medesima direzione.
A questo punto è legittimo chiedere all’Amministrazione comunale: che cosa altro deve accadere perché questa volontà venga ascoltata?
Il Comitato e le associazioni promotrici ribadiscono che non vi è alcuna contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo turistico. Al contrario, la conservazione della naturalità della scogliera rappresenta essa stessa una straordinaria risorsa turistica, capace di qualificare Vasto e di attrarre un turismo rispettoso del territorio.
La questione, quindi, è soprattutto una: quale interesse deve prevalere?
Per noi la risposta è chiara.
L’interesse della comunità vastese alla conservazione di un bene naturale, paesaggistico e identitario deve necessariamente prevalere sull’interesse di pochi soggetti privati ad ottenere nuove concessioni.
La scogliera non appartiene a chi oggi la amministra, né a chi domani potrebbe ottenere una concessione.
La scogliera appartiene alla collettività.
Ed è proprio per questo che chiediamo alla Giunta e al Consiglio Comunale di Vasto di avere il coraggio e la responsabilità di ascoltare la propria comunità, modificando il Piano Demaniale e cancellando le previsioni delle concessioni dal Monumento alla Bagnante alla Grotta del Saraceno.
Abbiamo avuto contatti diretti con alcuni consiglieri comunali e con altri faremo a breve degli incontri di conoscenza, approfondimento e discussione critica.
Il traguardo delle 3.000 firme non è, dunque, il punto di arrivo della mobilitazione ma il punto di partenza e rappresenta il momento in cui la voce dei cittadini deve trasformarsi in una scelta amministrativa.
Il Comitato per la Tutela del Territorio e le associazioni promotrici continueranno a vigilare e a battersi affinché la scogliera di Vasto rimangalibera, naturale e pubblica, oggi e per le generazioni future.
Continuate a firmare!! ..3.000 firme solo soltanto l’inizio. 
Una sola richiesta: salvare la scogliera. I cittadini si sono espressi. Ora tocca all’Amministrazione ascoltare.

Comitato per la Tutela del Territorio di Vasto

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