«Sono trascorsi oltre due mesi dal provvedimento con cui il Garante per la protezione dei dati personali ha accertato violazioni da parte del Comune di Vasto nel trattamento dei dati attraverso il sistema foto-video utilizzato per il rilevamento delle infrazioni semaforiche, applicando una sanzione amministrativa di 5mila euro. Un provvedimento formale sul quale oggi è necessario fare chiarezza, soprattutto rispetto alle misure adottate dall’amministrazione per adeguarsi alle prescrizioni dell’Autorità.
Per questo abbiamo depositato un’interrogazione, chiedendo al sindaco Francesco Menna e all’amministrazione comunale di riferire nel primo Consiglio comunale utile sugli adempimenti adottati a seguito del provvedimento.
Secondo il Garante della Privacy, il Comune ha violato principi fondamentali del Regolamento europeo sulla protezione dei dati. Nel dettaglio, le informative fornite ai cittadini non erano a norma e quelle più dettagliate risultavano di difficile reperimento, mentre le indicazioni sui diritti degli interessati sono parse incomplete. A ciò si aggiungono la redazione in ritardo della valutazione d’impatto, effettuata solo a trattamento già avviato, e il mancato oscuramento delle targhe degli altri veicoli ripresi nei fotogrammi.
La valutazione d’impatto trasmessa dal Comune risultava inoltre priva di data certa, non sottoscritta, senza il parere del Responsabile della protezione dei dati e non sufficientemente dettagliata rispetto ai diversi trattamenti effettuati. Il Garante ha inoltre valutato negativamente lo scarso grado di cooperazione manifestato dal Comune durante l’istruttoria.
Le spiegazioni fornite dall’amministrazione non sono state ritenute sufficienti a superare le contestazioni e a consentire l’archiviazione del procedimento. Per queste ragioni è stata applicata al Comune una sanzione amministrativa di 5mila euro ed è stato ordinato di adeguare le informative e la valutazione d’impatto. Ma non è soltanto l’importo della sanzione a preoccuparci. È il principio.
Quando un Comune pretende il massimo rigore dai cittadini, deve essere il primo a rispettare scrupolosamente le regole. La trasparenza e la legalità non sono concetti da esibire nei comunicati stampa, ma un dovere quotidiano a cui le istituzioni non possono sottrarsi.
Resta da chiarire chi si assumerà la responsabilità politica e amministrativa per quanto accaduto, per quale motivo la valutazione d’impatto sia stata predisposta soltanto dopo l’avvio del trattamento e perché, durante l’istruttoria, non siano stati effettuati gli adeguamenti alle informative ritenuti necessari dal Garante. Occorre infine comprendere come l’amministrazione giustifichi lo scarso grado di cooperazione rilevato dall’Autorità.
Tutti quesiti che abbiamo formalizzato nell’interrogazione, chiedendo innanzitutto di conoscere la data esatta in cui il provvedimento è stato comunicato o notificato al Comune, dalla quale decorrono i termini previsti, e se l’amministrazione abbia deciso di impugnarlo oppure abbia proceduto al pagamento della sanzione, eventualmente avvalendosi della possibilità di versare la metà dell’importo. Chiediamo inoltre di conoscere i relativi atti e le risorse di bilancio utilizzate.
I cittadini hanno diritto alla sicurezza stradale, ma hanno anche diritto alla protezione dei propri dati personali. Le due esigenze non sono in contrasto. Una pubblica amministrazione efficiente e responsabile deve essere in grado di garantire entrambe.
Il provvedimento stabiliva inoltre che il Comune dovesse comunicare al Garante, entro trenta giorni dalla notifica, attraverso un riscontro adeguatamente documentato, le iniziative intraprese per dare attuazione alle prescrizioni e le eventuali ulteriori misure adottate per assicurare la conformità del trattamento alla normativa.
A due mesi dalla data del provvedimento, chiediamo quindi all’amministrazione di chiarire pubblicamente se abbia già trasmesso questo riscontro al Garante, in quale data, con quale numero di protocollo e quali interventi siano stati concretamente realizzati. L’interrogazione chiede inoltre di chiarire il ruolo del Responsabile della protezione dei dati nel periodo interessato dal procedimento e quali ulteriori iniziative siano state adottate affinché i sistemi di videosorveglianza e di accertamento delle violazioni al Codice della Strada siano pienamente conformi alla normativa.
Il Garante ha anche disposto la pubblicazione del provvedimento sul proprio sito ufficiale, una misura motivata anche dalle specifiche circostanze riscontrate in materia di trasparenza e minimizzazione dei dati e che conferma l’importanza della questione.
Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà e determinazione. Perché controllare l’operato dell’amministrazione significa difendere i diritti dei cittadini, pretendere trasparenza e ricordare che il rispetto della legge vale sempre, soprattutto per chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica.»
I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia
Francesco Prospero, Guido Giangiacomo, Vincenzo Suriani




