"La Sasi non può autorizzare il Comune di Vasto a inviare a trattamento reflui misti verso un impianto di depurazione gestito da altri. L'autorizzazione preventiva la può dare solo ed esclusivamente il gestore dell'impianto depurativo dopo una attenta verifica delle portate". Francesco Del Prete, segretario cittadino della Lega Vasto, contesta quanto dichiarato pubblicamente, qualche giorno fa, dall'assessore comunale Alessandro D'Elisa sulla chiusura temporanea di Fosso Marino con le acque dirottate all'impianto di depurazione attraverso una presunta autorizzazione da parte della Sasi.
"D'Elisa – sottolinea - mostrasse questa presunta autorizzazione della Sasi, perché se fosse davvero così, la Sasi si sarebbe assunta una responsabilità che, a nostro modesto parere, non è sua. D'Elisa, in una intervista, - prosegue - ha spiegato come sia stato possibile chiudere temporaneamente lo scarico a mare di Fosso Marino sostenendo che, nel periodo estivo, la portata delle acque bianche diminuisce e, dal lavoro dell'ufficio servizi in collaborazione con Sasi, ci si è resi conto che la portata maggiore era dovuta ad una perdita a monte. Quindi, dopo aver seguito tutto il percorso di Fosso Marino fino a Montevecchio è stato scoperto che c'era una quantità di acque derivante da una perdita dell'irrigazione del Consorzio. Eliminata la perdita e ripulite le vasche di raccolta delle acque bianche, è stato accertato che, nel periodo estivo, la quantità d'acqua in arrivo è minima. L'assessore ha, dunque, dichiarato che, in accordo con la Sasi, il Comune si è fatto autorizzare così da convogliare le acque bianche e le acque nere nelle vasche di raccolta ben ripulite e, attraverso le pompe, inviate dalla Sasi a depurazione. Uno stratagemma, insomma, valido solo per il periodo estivo. Purtroppo, qualsiasi trasferimento di reflui verso impianti depurativi, in questo caso l'impianto ARAP a Montenero di Bisaccia, che già accoglie gli scarichi civili di Vasto Marina, Montenero di Bisaccia e San Salvo, richiede accordi specifici, rispetto dei limiti tabellari e autorizzazioni degli enti competenti. Lo stabilisce il Decreto Legislativo 152 del 2006 ed è un fondamentale riferimento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata ad Arap dalla Regione Molise. Un impianto che accoglie, tra l’altro, reflui industriali come quello gestito da ARAP Servizi, - continua Del Prete - deve rispettare parametri rigidi e non può ricevere flussi non dichiarati o non autorizzati dalle autorità ambientali regionali. L’articolo 124 dice chiaramente che "tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati". Questo perché, se il carico inquinante altera il processo depurativo regolato per una quantità di refluo ben stabilito quotidianamente e la depurazione non rispetta più i parametri normativi di legge, il gestore ne è responsabile penalmente. Ecco perché è il gestore e solo lui che, eventualmente, autorizza in via preventiva eventuali nuove portate, seppur riguardanti acque di scarico civili. E autorizzazioni, in tal senso, non ci risulta siano state rilasciate dall’ente gestore del depuratore di Montenero di Bisaccia concernente il convogliamento delle acque reflue di Fosso Marino. La superficialità dell'assessore D'Elisa ci lascia di stucco. È bello vedere sulla spiaggia, davanti al Fosso Marino, una distesa di sabbia che nasconde, fino alla fine di agosto, completamente lo scarico del fosso, ma il problema non è stato risolto e la soluzione tampone dichiarata dall'assessore nell'intervista, è stata adottata in spregio alle normative in tema ambientale, che sono rigide e non ammettono ignoranza. La superficialità di D'Elisa - conclude - è propria dell'Amministrazione Menna, ormai al termine del suo secondo mandato. Anche sul Fosso Marino assistiamo da venti anni a promesse senza alcuna soluzione definitiva".




