Nel mese di novembre 2025 l’Agenzia delle Entrate mi inviava una raccomandata chiedendo il pagamento di una somma per dei redditi soggetti a tassazione separata (relativa alla riliquidazione della pensione). Dalla documentazione stampata dal sito delle Poste, la raccomandata, risultava consegnata con successo il 12.11.25, alle ore 22,32. Nessuno ha mai visto, me per primo, lavorare un postino a quell’ora.
Trattandosi di una lettera raccomandata vi era l’obbligo di firma della distinta dell’ufficio e della cartolina della ricevuta di ritorno.
Visto che la missiva risultava consegnata e il debito non pagato, la stessa Agenzia delle Entrate inviava una cartella di pagamento applicando oltre al dovuto anche una sanzione di oltre 70 euro (tasso da usurai).
Dopo il ricevimento della cartella mi recavo all’ufficio postale per chiedere copia della documentazione relativa alla consegna in modo da verificare chi effettivamente aveva firmato per la ricezione, visto che ne io ne mia moglie ricordavamo di averla mai ricevuta. Per questo, in data 29.05.26 presentavo un formale reclamo con la specifica richiesta in modo da dimostrare all’ufficio pubblico di non averla mai ricevuta.
Ad oggi, dopo oltre 40 giorni le Poste sono inadempienti e non ancora si degnano di rispondere, costringendo così il pagamento della cartella, per non incorrere in ulteriori sanzioni.
Neanche la stessa Agenzia delle Entrate era in grado di fornire la copia della ricevuta di ritorno firmata.
Tutti i tentativi di contattare Poste Italiane, sia a livello locale o provinciale, sono risultati vani. Non esiste un numero telefonico per parlare con qualcuno delle poste.
Purtroppo, la storia non finisce qui, dopo il primo episodio la loro inefficienza veniva rimarcata nuovamente con un altro episodio, questa volta verificatosi lo scorso 16 giugno. Al passaggio del postino,alle 16,43, senza suonare al citofono, lasciava un avviso di giacenza di una raccomandata, perché a suo dire in casa non c’era nessuno.
Il successivo giorno 24, con l’avviso di giacenza mi presentavo presso l’ufficio di viale Giulio Cesare per ritirarla e, con grande stupore, la missiva non c’era. Dopo varie ricerche la raccomandata risultava introvabile. Visto i precedenti veniva presentato un nuovo reclamo.
Ad oggi, 13 luglio, dopo quasi 20 giorni non si riesce a capire dove sia finita e le Poste tacciono. Non sono stati neanche in grado di capire neanche l’ha inviata per eventualmente risalire al suo contenuto.
Interpellato il postino, asseriva di aver suonato, cosa assolutamente falsa perché ha lasciato solo l’avviso.
Antonio Pietroniro




