Per la terza volta un incidente alla ex Esplodenti Sabino di Casalbordino provoca vittime. Per ora il bilancio è di un morto e un ferito grave. L'azienda è stata acquisita da una multinazionale turca dopo l'ultimo sequestro da parte della magistratura ma evidentemente non è migliorato il quadro relativo alla sicurezza.
Dopo il primo incidente costato tre vittime io e Augusto De Sanctis denunciammo le inadempienze di Prefettura e autorità competenti relative a uno stabilimento ad alto rischio che rientra nella Direttiva Seveso. Seguì una nuova esplosione con altre tre vittime.
La multinazionale turca ha chiesto al comitato VIA della Regione Abruzzo il nulla osta per produrre proiettili esplosivi. La Regione non rilasci questa autorizzazione e i poteri pubblici si attivino per la chiusura definitiva di questa fabbrica di morte legata al ciclo militare e che mi sembra sia stata protetta da servizi segreti e apparati dello stato. Ricordo che nel 1999 il proprietario e il direttore tecnico della Sabino patteggiarono per aver detenuto illegalmente dieci tonnellate di esplosivo T4. Negli anni '90 Rifondazione Comunista con l'allora deputato Totò Saia presentò un’interrogazione parlamentare su esplosivi partiti dai porti abruzzesi con destinazione Medio Oriente ed ex Jugoslavia.
Sarebbe ora di liberare il territorio da una presenza così pericolosa e che si offrano alle maestranze alternative occupazionali.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea




