L’intervento del PSI Abruzzo merita rispetto perché richiama una storia importante, quella dell’Avanti! e di Sandro Pertini, che appartengono senza dubbio alla tradizione del socialismo italiano.
Proprio per questo, tuttavia, è necessario distinguere tra appartenenza storica ed esclusività politica.
Nessuno può negare che l’Avanti! sia stato il giornale che ha accompagnato per oltre un secolo il movimento socialista italiano, così come nessuno può dimenticare che Sandro Pertini sia stato uno dei più autorevoli dirigenti del Partito Socialista Italiano prima di diventare Presidente della Repubblica.
Ma è altrettanto vero che alcune figure della nostra storia nazionale, per il loro esempio morale, civile e istituzionale, hanno saputo superare i confini del partito di appartenenza, diventando patrimonio comune della Repubblica e degli italiani. Sandro Pertini è certamente una di queste figure.
Richiamarsi oggi ai valori di Pertini significa richiamarsi alla libertà, alla giustizia sociale, all’onestà nella vita pubblica, alla difesa della democrazia e delle istituzioni. Valori che non appartengono a una sola organizzazione politica, ma che possono essere condivisi da associazioni culturali, civiche e riformiste che operano nel rispetto della Costituzione e della tradizione democratica del Paese.
Per questo non riteniamo vi sia alcuna incompatibilità tra il riferimento ideale a Pertini e all’Avanti! e la collaborazione o il dialogo con realtà civiche, associative o riformiste che perseguono finalità di partecipazione, crescita culturale e sviluppo della comunità.
L’utilizzo del nome Avanti! e il richiamo alla figura di Sandro Pertini non rappresentano, in questo contesto, una pretesa di rappresentare il PSI né di sostituirsi alla sua storia, ma il riconoscimento di un patrimonio culturale e ideale che continua a ispirare cittadini provenienti da esperienze diverse.
La storia non si cancella e non si appropria. Si custodisce, si rispetta e si trasmette.
Pertini appartiene alla storia del socialismo italiano, ma anche alla storia della Repubblica. Ed è proprio per questo che il suo esempio continua a parlare a tutti coloro che credono nella libertà, nella partecipazione democratica e nel riformismo.
Osvaldo Menna




