Di Ninni
Dal Conero al Gargano la costa vastese è l’unica con la scogliera di una certa rilevanza
Mare vignola
Italia Nostra del Vastese: “Luoghi unici che andrebbero preservati”
18/06/26

Dal Conero al Gargano la costa vastese tra Vignola e Scaramurza (oggi località Trave) è l’unico tratto a scogliera di una certa rilevanza sulla costa adriatica; tra le sue calette generazioni di vastesi sono andate al mare. Oggi, con l’apertura della Via Verde, quei luoghi si sono offerti alla vista e alla frequentazione di quanti, vastesi e no, cercano un posto più appartato e silenzioso, un’esperienza più diretta del mare e della natura circostante. Sono luoghi unici, che come tali andrebbero preservati. Ma il Sindaco di Vasto ritiene che debbano piuttosto essere adattati a un modello di turismo di massa, con tanto di ombreggi, parcheggi, chioschi (cosiddetti) da mq 130.
Dal Conero al Gargano la costa vastese da Motta Grossa a Punta d’Erce a Punta della Lotta è l’unico tratto sulla costa adriatica in cui – grazie ai binari della ferrovia- lo stato dei luoghi si sia conservato nei secoli relativamente intatto. Ma, dagli anni ’50 in poi, vi è stata prima localizzata la zona industriale. Poi, in successione, sono stati avanzati progetti (citando solo i maggiori) per: una centrale termoelettrica a carbone da 2640 MW; un mega-porto industriale da Punta Penna a Punta d’Erce; una centrale elettrica a biomasse. Progetti tutti inizialmente avallati dalle amministrazioni comunali e poi falliti grazie alle associazioni ambientaliste e alla forte mobilitazione popolare. Oggi assistiamo allo spettacolo di politici locali che si stracciano le vesti per il mancato insediamento di un impianto industriale che avrebbe occupato 50 ettari in “zona agricola di interesse paesaggistico ricadente in fascia di protezione” (R8) a ridosso della Riserva Regionale di Punta d’Erce.
Vogliamo parlare anche del consumo di suolo (72 ettari) per interventi edilizi previsti dall’attuale amministrazione comunale di centro-sinistra in esecuzione del PRG approvato dalla precedente amministrazione di centro-destra?
Basta così. Il quadro è univoco, e piuttosto sconfortante. Dal dopoguerra in poi tutte le amministrazioni locali hanno fatto il possibile per annullare la particolarità, anzi la singolarità del territorio vastese; con ciò mettendo a repentaglio l’unico patrimonio certo che abbiamo, ogni volta in nome di un interesse immediato e senza considerare le conseguenze di quelle scelte, fortunatamente spesso osteggiate dalla popolazione.
Da un orizzonte così angusto e provinciale sarebbe forse il caso di uscire. Ma il ceto politico locale non ha mostrato, sino ad ora, di avere una pur vaga prospettiva.

Michele Celenza
Responsabile del settore Ambiente della sezione di Italia Nostra del Vastese

Davide Aquilano Presidente della sezione di Italia Nostra del Vastese

Collegamenti