Di Ninni
Disperso da 52 giorni nel crollo del ponte sul Trigno, nuovo appello della moglie
Domenico Racanati
Viviamo sospesi tra dolore, silenzi e domande
24/05/26

Sono passati 52 lunghissimi giorni da quando mio marito è uscito di casa e non è più tornato a causa del crollo del ponte sul Trigno del 2 aprile.

Da 52 giorni viviamo sospesi tra dolore, silenzi e domande senza risposta.

Mio marito è ancora disperso. Forse è ancora nel letto del fiume, forse altrove. 
Noi non sappiamo dove sia. Non sappiamo cosa sia successo davvero quel giorno. Non sappiamo se tutto ciò che era possibile fare sia stato fatto.

Una famiglia non può vivere senza verità.

Vogliamo capire perché si è arrivati a questa tragedia. Vogliamo sapere di chi siano le responsabilità. 
Vogliamo la verità.
Perché una persona non può morire per un errore umano e poi essere dimenticata nel silenzio.

Ai Vigili del Fuoco va il nostro ringraziamento sincero, perché continuano a lavorare con impegno e umanità nelle ricerche. Ma fuori da quel lavoro immenso, tutto sembra essersi fermato.

I telegiornali hanno smesso di parlare di noi. Le grandi cariche politiche sembrano aver dimenticato la nostra esistenza. Il tempo passa, ma noi siamo ancora qui ad aspettare risposte.

Non chiediamo pietà. Chiediamo verità, rispetto e giustizia.

Chiediamo che le ricerche continuino. 
Chiediamo trasparenza. Chiediamo che venga accertato cosa è successo davvero sul ponte del Trigno.

Perché dietro questa tragedia non c’è solo una notizia. 
C’è una famiglia distrutta. 
C’è un marito, un padre, un uomo che meritava di tornare a casa.

Noi non ci fermeremo. Continueremo a dare voce a questa disgrazia finché non avremo risposte.

Per mio marito. Per la verità. Perché nessuno venga dimenticato.

Vanessa Dema

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