Il Consorzio di Bonifica Sud, Bacino Moro, Sangro Sinello e Trigno è in prima linea per fronteggiare l’emergenza che sta investendo il proprio territorio. Le attività svolte in questi giorni sottolineano una volta di più l’essenziale ruolo svolto sul territorio dall’Ente nella primaria funzione di difesa dalle acque.
L’eccezionalità dell’evento è nei numeri: mediamente sono caduti oltre 100 mm di pioggia nelle ultime 24 ore e oltre 200 mm di pioggia nelle ultime 48 ore nelle vallate del Sangro, dell’Osento, del Sinello e del Trigno.
Numerosi sono stati gli interventi eseguiti dal personale del Consorzio di Bonifica Sud:
− Nel comprensorio del Trigno e del Sinello i lavori effettuati nei mesi scorsi hanno avuto i loro risultati nei comuni di Vasto, San Salvo, Cupello e Casalbordino in particolare sul torrente Buonanotte che non è esondato come invece accaduto negli anni passati.
− In Val di Sangro sono stati svolti e sono tuttora in corso interventi lungo la rete scolante consortile nei comuni di Paglieta, Lanciano, Atessa, Fossacesia, Mozzagrogna e Torino di Sangro accompagnati da un monitoraggio costante della rete dell'intera vallata.
Inoltre, l’Ente ha gestito e sta gestendo un fenomeno di piena del fiume Trigno con la diga di Chiauci che ha consentito di laminare la piena del fiume Trigno proveniente da monte evitando il rilascio incontrollato di portate che avrebbero ulteriormente aggravato la situazione di tutto il territorio vallivo. Il tutto è stato eseguito dai funzionari dell’Ente nel pieno rispetto delle procedure di protezione civile ed allertando tutti gli Enti preposti alla sicurezza.
Purtroppo non si sono riusciti ad evitare in maniera assoluta disagi e allagamenti: le persistenti piogge di forte intensità, che hanno saturato i terreni ormai incapaci di trattenere acqua, e le conseguenti enormi portate di acqua da smaltire hanno collassato in alcune zone la rete scolante facendole funzionare oltre il limite.
Resta ancora da verificare l’entità dei danni causati alle infrastrutture idriche consortili, soprattutto a quelle interessate dalla piena del fiume Trigno che sono poste in aree demaniali golenali.



