Venerdì 13, data che da sempre evoca presagi oscuri e superstizioni antiche. Eppure, gli attori di Sipario Bisaccia hanno saputo ribaltare ogni credenza, trasformando questa sera apparentemente funesta in un appuntamento luminoso all'insegna del teatro e della condivisione.
Sul palco del teatrino parrocchiale di San Matteo si è consumata una piccola magia: uno spettacolo di improvvisazione teatrale che ha conquistato il pubblico con spontaneità ed energia travolgente. Il merito va ai nove coraggiosi interpreti che, dopo aver seguito un percorso formativo iniziato il 29 ottobre, hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco davanti alla platea.
Un'insegnante con la passione nel cuore, a guidare questo viaggio nel mondo della recitazione è stata Loredana D'Agruma, professionista diplomata in arte della recitazione e insegnamento presso l'Accademia di Roma. Originaria di Vignola, in provincia di Modena, da qualche anno ha scelto Montenero come sua casa d'adozione. Dopo aver accantonato per un periodo questa passione, ha deciso di rimetterla al centro della sua vita, donando alla comunità locale non solo le sue competenze tecniche, ma soprattutto il suo entusiasmo contagioso per l'arte scenica.
Il corso si è svolto interamente presso Palazzo Caroselli, sede locale della Fondazione Hera, istituzione che ancora una volta ha dimostrato la sua vocazione culturale. Ad aprire la serata è stata la presidente Doriana Pescara, che con parole calorose ha accolto il pubblico e ringraziato tutti i protagonisti di questa iniziativa.
I nove attori che si sono cimentati: Leo Benedetto, Egidio D'Ascenzo, Angela D'Aulerio, Luigi Di Lisio, Daniela Lapenna, Maria Antonietta Liberatore, Anna Maria Lupidio, Marlyn Irace e Michele Porfido: sono questi i nomi dei protagonisti che hanno dato vita a una decina di scenette esilaranti. Ogni sketch ha strappato risate sincere e applausi scroscianti, dimostrando come l'improvvisazione teatrale sia capace di creare un legame immediato e autentico con il pubblico.
La cultura come antidoto alla solitudine, il teatrino parrocchiale di San Matteo è stato testimone di una serata leggera e spensierata, l'ennesima conferma che la cultura rappresenta un insostituibile strumento di socializzazione e aggregazione. In un'epoca in cui il senso di comunità rischia di smarrirsi, iniziative come questa dimostrano quanto sia importante investire nell'arte e nella bellezza condivisa.
E così, venerdì 13 non è stata affatto una data sfortunata. Anzi, per Montenero è stata la sera in cui il teatro ha vinto su ogni superstizione.
A Montenero uno spettacolo di improvvisazione teatrale
Venerdì 13: quando il teatro scaccia la sfortuna
14/02/26




